Autismo e intestino: un binomio inseparabile

 Negli ultimi 20 anni si sta assistendo a un aumento esponenziale dell'incidenza dell'Autismo e dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (ASD) nei Paesi Occidentali, passando a 1 caso su 2000 abitanti negli anni '80 a 1 su 150 nel 2008.

Di fronte a questa realtà si è sempre più convinti che la genetica svolge solo un ruolo secondario, mentre giocano un ruolo importante fattori come esposizione a metalli pesanti, a sostanze inquinanti (es.pesticidi) e alimentazione.

In particolare sempre più studi confermano la "fragilità" dell' ambiente intestinale in questi soggetti. Analisi endoscopiche effettuate sperimentalmente su bambini con ASD hanno rivelato la presenza di una modesta infiammazione diffusa del tratto intestinale. Questo provoca due fenomeni non trascurabili: la progressiva alterazione della corretta flora intestinale e il fenomeno della "leaky gut syndrome", ovvero dell'intestino poroso.

Da un recente studio americano si è potuto individuare la netta carenza di 3 ceppi batterici normalmente presenti nell'intestino di un soggetto sano: Prevotella, Coprococcus, Veillonellaceae. Essi sembrano essere importanti per la fermentazione microbica degli zuccheri e per il corretto supporto di altri microrganismi intestinali. Inoltre si riscontra spesso una sovracrescita di Candida intestinale. 

Per quanto riguarda il fenomeno dell'intestino poroso non è altro che la conseguenza dell'infiammazione cronica, che provoca un incongruo assorbimento nella circolazione sanguigna di macromolecole spesso tossiche, responsabili di reazioni allergiche , autoimmunitarie, nonché neurologiche .

Anche l'"American Acadamy of Pediatrics" si è espressa a favore di un programma di ricerca sulla correlazione tra autismo e intestino (Pediatrics novembre 2012).

Tuttavia gli studi di ricerca condotti fino ad oggi se da un lato hanno confermato la stretta connessione tra intestino e cervello, dall'altro non hanno ancora convalidato protocolli terapeutici innovativi.

Si confermano invece le regole base, che tutt'ora rimangono un valido punto di riferimento per lo specialista.

Prima di tutto si cerca di eliminare gli alimenti contenenti tossine, come gli additivi artificiali, i metalli pesanti e i conservanti, che influenzano negativamente la funzionalità cerebrale. Si allevia pertanto il carico sul fegato e sul sistema di detossificazione con conseguente miglioramento della funzionalità cerebrale e comportamentale. E si favorisce una dieta ricca di frutta e verdura meglio se certificata biologica, limitando il consumo di derivati animali, evitando glutine e caseina , presenti rispettivamente nei cereali raffinati e nel latte e derivati, in quanto potenti infiammatori della mucosa intestinale.

Infine è importante sostenere l'ambiente intestinale con l'uso di adeguati probiotici.

Per chi desidera approfondire questo argomento suggerisco di visitare questo sito: whttp://ww.emergenzautismo.org/





Scrivi commento

Commenti: 0