Si fa presto a dire Peso-forma

L'estate, che è ormai agli sgoccioli, ci ha invogliato a raggiungere taglie più snelle. Ma non sempre essere magro vuol dire essere belli e in salute. La cultura occidentale propone modelli di bellezza androgina per la donna e anche per l'uomo si sta diffondendo sempre di più una immagine diafana, dall'aspetto adolescenziale, quasi asessuata.

E il rischio di cadere nel vortice dell'anoressia e della bulimia è molto elevato, soprattutto per le adolescenti.

Nell'ambito scientifico si è cercato di quantificare il giusto peso, ma è stato spesso frainteso e mal interpretato.

Il peso ideale non è altro che un semplice calcolo matematico, statico, impersonale, che non tiene conto delle caratteristiche genetiche del singolo soggetto. E' solo un riferimento utile per lo specialista, ma fuorviante per i non esperti. La stessa cosa vale anche per il BMI, ovvero l'indice della massa corporea, il quale è un semplice calcolo matematico che relaziona il peso all'altezza, ma che non ci dice fino in fondo se sono veramente di fronte a un sovrappeso o se è semplicemente il "suo" peso forma...

La cultura industriale ha portato a ragionare per "standard": dal mondo vegetale a quello animale tutto deve essere quantificato, deve presentare misure e aspetti standard per poter essere commercializzato. Non viene più dato risalto alla qualità del prodotto, ma solo al suo aspetto. Anche l'immagine della figura femminile e maschile è rimasta vittima di questa cultura.

Invece ognuno di noi ha una sua caratteristica che lo contraddistingue e che deve essere valorizzata.

Tuttavia è sempre importante a livello salutistico cercare di avere un buon peso e una corretta quantità di muscolo e di grasso.

Da qui nasce la ricerca e lo studio della Composizione Corporea, ovvero la quantificazione dell'acqua, della massa magra e della massa grassa presenti nell'organismo.

Tant'è che proprio da settembre anche l'Esercito Italiano per selezionare le nuove reclute si avvale di questa metodica e non più solo della valutazione del peso e dell'altezza.

Lo strumento Biompedenziometrico (BIA) sfrutta il velocissimo passaggio di corrente (a bassissima intensità 400microA) tra due poli posti all'estremità degli arti (mani e piedi).  Dalla fisica si sa che la corrente riceve dei rallentamenti e delle deviazioni laddove è presente acqua, tessuto adiposo, muscolare e minerale. I dati reali che si ottengono sono dunque la Resistenza e la Reattanza, dai quali si ottiene lo stato di idratazione. L'acqua è un elemento fondamentale nel nostro organismo, ma è estremamente variabile: è sensibile alla temperatura ambiente, allo sforzo fisico, a eventuali terapie farmacologiche o a stati infiammatori. Basti pensare che le oscillazioni di peso che si ha durante la giornata dipendono soprattutto dalla presenza o meno di acqua corporea. Inoltre la struttura muscolare tende a trattenere acqua: più c'è muscolo più c'è acqua.

Attraverso delle complicate equazioni è possibile ottenere stime sulla quantità della massa grassa e della massa muscolare.

E' a questo punto che molti pazienti trovano delle belle sorprese! Nel corso di una dieta dimagrante spesso capita che il peso si assesti con ovvia delusione del paziente. Con lo studio impedenziometrico invece spesso si scopre che la massa grassa è calata e è aumentata la massa muscolare, ovviamente se il paziente si è impegnato nel percorso alimentare e soprattutto nell'eseguire una regolare attività fisica.

Mantenere o addirittura aumentare la massa muscolare serve a evitare il fenomeno della dieta yo-yo e mantiene elevato il metabolismo basale, con minor rischio di riprendere peso una volta concluso il percorso dietetico.

Ai giovani sottoporsi a questa indagine permette di monitorare il calo ponderale, cercando di non impoverire la massa muscolare: in questo modo si evita il temuto effetto anoressico.

Ogni tipo di dieta dove ci sia una restrizione calorica fa perdere peso. Ma a questo punto è doveroso chiedersi: cosa ho perso con la dieta? Massa grassa o massa muscolare?

E' bene quindi che le diete ipocaloriche non siano dei "faidate" e in tutto il mondo accademico si consiglia di essere costantemente monitorati per garantire il successo e i benefici del percorso alimentare intrapreso.

Scrivi commento

Commenti: 0